LA CRISI TRASFORMA LE ATTIVITA’

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Che questa crisi trasformi le attività è ormai scontato, com’è scontato che la politica non stia facendo quanto necessario per aiutare i privati e le aziende a superarla, quanto meno tutte le attività più a rischio, che sono quelle che producono e vendono sul territorio Nazionale. “ndr”

E’ sotto gli occhi di tutti il “crollo dei consumi” anche nel settore “alimentare” che è di vitale importanza, le istituzioni si stanno dando da fare per aiutare i nuovi progetti innovativi “Start Up” ma questo non basta perché sono veramente centinaia di migliaia le imprese che combattono per non chiudere.

Nodo centrale è quello del finanziamento, come sappiamo, le banche non danno più fidi, mutui, se non hai clienti migliori, quelli che non rappresentano rischi. Per tutti gli altri pur avendo negli anni passati onorato i prestiti ricevuti pagando fior d’interessi agli istituti di credito, non c’è nulla.

Ora è l’imprenditore che deve trovare le risorse necessarie per evitare la chiusura. Dove intervenire:

o    Sicuramente fare un’analisi accurata dei costi.

o    Tagliare tutti gli sprechi inutili, tutte le iniziative che non portano utili.

o    Evitare di annullare gli investimenti al più “Limitarli”.

o    Cercare alleanze con concorrenti che vendono gli stessi prodotti.

o    Verificare se è il caso di abbandonare servizi o prodotti che non producono redditi, con l’aiuto della legge di “Pareto” il quale afferma che il 20% delle nostre attività, dovrebbero produrre l’80% del reddito. Questa legge è chiamata appunto la legge 20/80.

o    Cercare nuove nicchie di mercato e nuovi clienti, utilizzando tutte le strategie di Marketing conosciute, e usando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, soprattutto la rete internet, che oggi può fare la differenza.

Non tutto è negativo però. Ogni giorno decine di persone si rivolgono alla mia agenzia  per avviare una propria attività, sono segnali certamente positivi, tanti se applicano le giuste strategie riescono tranquillamente nei loro progetti, centrano gli obiettivi che si sono prefissati.

L’atteggiamento deve essere orientato dalla parte giusta. Diventare imprenditore o imprenditrice per poter sopravvivere è sbagliato, devi avere la passione per quello che fai, perché la strada sarà lunga e piena di ostacoli e solo amando il tuo lavoro puoi pensare di affrontare i problemi e risolverli.

Anche se pensi di arricchirti facendo l’imprenditore, parti col piede sbagliato, la ricchezza fine a se stessa, non porta risultati duraturi, il benessere è la conseguenza logica delle tue azioni, che devono andare nella giusta direzione.

Un imprenditore deve mettere le proprie capacità e risorse a favore della collettività per produrre posti di lavoro e benessere per gli altri: disoccupati e giovani senza lavoro.

Vedo però ancora migliaia di giovani disoccupati, che invece di mettersi in gioco, vivono alle spalle dei genitori, con la “scusa” che “tanto il lavoro non c’è”.

Occorre alzare il sedere e muoversi, c’è molto da fare per una società migliore, non aspettiamo che le cose ci piovano dal cielo o ci siano regalate. Azione!!

Questa crisi sta colpendo anche categorie di professionisti di un certo livello, notai ad esempio: crollo delle vendite/ acquisti / costruzioni immobiliari, diminuizione degli atti per costituzioni /cessioni di attività /società ecc.ecc. C’e’ da notare pero che molti per evitare la chiusura dell’attività si stanno associando, 2/3/4  riducendo, di fatto, le spese e… purtroppo anche il personale.

Se per un professionista, la riduzione di ore lavorate e meno incassi, crea problemi marginali, per i dipendenti che lavorano per loro, il problema è serio.

La maggior parte delle persone non si è ancora accorta che il lavoro dipendente “è morto”, continua a cercarlo, ma se non si decidono una volta per tutte a mettersi in gioco personalmente, non riusciranno più a lavorare e di conseguenza vivere.

Tu che ne pensi? Ti trovi in una condizione simile?

Non avere paura, di la tua, vedrai che qualche porta si aprirà.

 

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