l’Identikit dei nuovi imprenditori

identikit imprenditore

Un’indagine di Unioncamere, traccia lo scenario Italiano per chi scommette su un’attività in proprio. Chi sono i nuovi imprenditori che nonostante la situazione di Crisi della burocrazia sempre più oppressiva, scommettono su se stessi avviando un’attività in proprio?

Sono in netta maggioranza gli uomini (74%) e di questi l’87% sono Italiani, ma sorprendentemente, l’apporto degli immigrati extracomunitari (8%) è superiore a quello degli Europei (5%) e quindi comunitari.

Il 44% del neo imprenditori, ha il diploma di scuola superiore, ma non è una sorpresa che ci siano pochi laureati. Nella stragrande maggioranza dei casi si diventa imprenditori dopo aver compiuto qualche altra esperienza lavorativa e con spalle un bagaglio di esperienza pratica per la nuova attività.

Attenzione imprenditore, dico a te!!

soldi

Durante tutti questi anni dedicati ad offrire servizi agli imprenditori, tra i quali la formazione professionale e i fondamentali della libertà finanziaria, ho riscontrato che uno dei più grandi errori che commettono gli imprenditori, quando iniziano a vendere molto, è quello di pensare di guadagnare tanto e subito.

Iniziano a incassare soldi, senza pensare che quello è il fatturato lordo, da dove bisogna togliere le spese e le tasse, per avere il guadagno netto. Inoltre nel primo anno di vita del’attività, non si pagano tasse, però bisogna metterle in conto, per l’anno successivo, quando verranno richieste assieme a quelle dell’anno in corso.

Come avviare un ristorante

avviare un ristorante

Parliamo oggi di Ristorazione, di come avviare un ristorante.

Ho ricevuto decine di richieste di questo tipo negli ultimi giorni, vediamo in dettaglio quali sono le cose necessarie per diventare dei buoni ristoratori.

Per la somministrazione di alimenti e bevande occorre avere i requisiti professionali che si possono ottenere in due modi:

Frequenza di un corso professionale organizzato dalla Regione. Si possono fare questi corsi, tramite la camere di commercio,  presso le associazioni di categoria, oppure con professionisti autorizzati dalla Regione di competenza.

Il costo varia dai 600 agli 800 euro. Attenzione accertatevi che il corso sia autorizzato dalla Regione. L’atro modo di acquisire requisiti professionali è quello di aver lavorato presso un’azienda che somministra alimenti e bevande, almeno due anni negli ultimi cinque. In quel caso i requisiti si acquisiscono automaticamente.

Per quanto riguarda i requisiti di carattere morale, rimandiamo ad altri articoli che trattano la materia, ricordando le principali motivazioni che possono essere ostacolo all’esercizio dell’attività:

  1. Aver subito un fallimento dell’attività.
  2. Aver compiuto reati contro il patrimonio.
  3. Essere stati condannati in via definitiva, ecc, salvo riabilitazione.

Abbiamo visto quelli che sono i requisiti di carattere morale e professionale, nel caso in cui il titolare sia anche il cuoco, è sicuramente preferibile il fatto che abbia un diploma di scuola alberghiera.

Per quanto riguarda il possesso dei requisiti professionali, con la nuova normativa è possibile farsi rappresentare da un “preposto” (persona in possesso dei requisiti professionali) anche se il titolare è una persona fisica.

Fino a qualche anno fa, questo era possibile solo per le società. Oltre ai requisiti di carattere Morale e professionale, il locale deve avere delle caratteristiche in regola con le leggi:

  1. Ci sono gli obblighi igienico-sanitari.
  2. Le disposizioni da osservare per quanto riguarda l’impatto acustico (ove necessario).
  3. L’impianto antincendio conforme alla norma e certificato dai vigili del fuoco, l’impianto elettrico a norma.

Tutti questi obblighi devono essere certificati da un tecnico “asseverazione tecnica” senza la quale non può essere fatto l’inizio di attività. Abbiamo visto cosa serve dal punto di vista dei requisiti personali e di quelli amministrativi, ma per iniziare un’attività come ristoratore occorre munirsi di altre cose. Esempio:

Serve una buona riserva economica, anche se non acquistiamo un locale già avviato. Per l’affitto del locale dobbiamo versare  almeno tre mensilità anticipate ed altrettante, di cauzione. Dobbiamo prevedere l’arredamento del locale che incide per svariate decine di migliaia di euro, l’acquisto della cucina, del frigo, dei congelatori (o della cella frigo), delle attrezzature necessarie per la corretta conduzione del locale, un grande esborso finanziario.

Quasi conviene affidarci a un buon locale avviato, con tutta l’attrezzatura in regola che ci possa consentire diversi anni di attività senza esborsi economici per i beni strumentali. Nel Caso di acquisto di attività avviata bisogna mettere in conto almeno il 30 % di acconto sul prezzo di vendita totale. Dopo si possono pagare rate mensili, generalmente per almeno 5-7 anni.

Il motivo principale per cui la maggior parte degli Imprenditori, propende per questa soluzione, sta nel fatto che, si evita la richiesta di autorizzazioni comunali, che in alcuni casi è lunghissima e forse anche rischiosa.

Si spende certamente di più, ma c’è il grande vantaggio di acquisire un locale avviato che ci consente da subito di fare “Cassa” e non è poco.

Anche nel caso in cui si acquista un’attività, occorre fare le relative domande di “subentro” Facciamo ora un caso pratico di avvio di un’attività di Ristorazione:

  1. Ho individuato il locale che m’interessa.
  2. Ho i requisiti morali e professionali.
  3. Stipulo atto di compravendita.
  4. Verso il 30 % di acconto sul prezzo di vendita.
  5. Firmo le “cambiali ” per la rimanenza del prezzo.
  6. Sono in possesso dell’asseverazione tecnica.
  7. Faccio la domanda al soap (scia di inizio attività) con richiesta di voltura a mio nome delle autorizzazioni.
  8. Contestualmente apro Partita iva e Inizio attività alla competente Camera di commercio.
  9. Mi iscrivo al Registro delle Imprese della Camera di Commercio,  all’Inps, all’ Inail. Il tutto Telematicamente.

E finalmente posso iniziare la mia attività, ma solo dal punto di vista amministrativo, ora entrano in ballo le competenze imprenditoriali del titolare, perchè anche se si subentra ad una attività già avviata occorre non solo mantenere l’acquisito (clientela/fornitori), ma occorrerà interagire con il personale, organizzare e migliorare le prestazioni, controllare e migliorare la qualità, comunicare il cambio gestione con un’opportuna campagna di Marketing.

Attenzione! adesso viene il compito più difficile, qua entrano in ballo le competenze e le qualità del nuovo titolare, che se sarà professionale, avveduto e pieno di creatività e fantasia, associata alla competenza potrà far “Volare” l’attività in caso contrario la porterà alla bancarotta.

Un Grande consiglio, dettato dall’esperienza e dai contatti avuti con centinaia di ristoratori nel corso di questi anni,

EVITA DI FARE TUTTO DA SOLO, fatti aiutare, acquisisci le risorse necessarie ma se non le hai,cercale, impegnati.

Scuola d’impresa è al tuo fianco per darti il supporto necessario per avviare la tua attività di successo.

 

 

Diventa imprenditore commerciale.

Diventare un imprenditore commerciale è abbastanza semplice. Si parte con poco e si può arrivare lontano.

Oggi voglio presentare un giovane imprenditore che ha voluto impegnarsi in proprio, Paolo.

SEGUI IL VIDEO:

LA CRISI TRASFORMA LE ATTIVITA’

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Che questa crisi trasformi le attività è ormai scontato, com’è scontato che la politica non stia facendo quanto necessario per aiutare i privati e le aziende a superarla, quanto meno tutte le attività più a rischio, che sono quelle che producono e vendono sul territorio Nazionale. “ndr”

E’ sotto gli occhi di tutti il “crollo dei consumi” anche nel settore “alimentare” che è di vitale importanza, le istituzioni si stanno dando da fare per aiutare i nuovi progetti innovativi “Start Up” ma questo non basta perché sono veramente centinaia di migliaia le imprese che combattono per non chiudere.

Nodo centrale è quello del finanziamento, come sappiamo, le banche non danno più fidi, mutui, se non hai clienti migliori, quelli che non rappresentano rischi. Per tutti gli altri pur avendo negli anni passati onorato i prestiti ricevuti pagando fior d’interessi agli istituti di credito, non c’è nulla.

Ora è l’imprenditore che deve trovare le risorse necessarie per evitare la chiusura. Dove intervenire:

o    Sicuramente fare un’analisi accurata dei costi.

o    Tagliare tutti gli sprechi inutili, tutte le iniziative che non portano utili.

o    Evitare di annullare gli investimenti al più “Limitarli”.

o    Cercare alleanze con concorrenti che vendono gli stessi prodotti.

o    Verificare se è il caso di abbandonare servizi o prodotti che non producono redditi, con l’aiuto della legge di “Pareto” il quale afferma che il 20% delle nostre attività, dovrebbero produrre l’80% del reddito. Questa legge è chiamata appunto la legge 20/80.

o    Cercare nuove nicchie di mercato e nuovi clienti, utilizzando tutte le strategie di Marketing conosciute, e usando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, soprattutto la rete internet, che oggi può fare la differenza.

Non tutto è negativo però. Ogni giorno decine di persone si rivolgono alla mia agenzia  per avviare una propria attività, sono segnali certamente positivi, tanti se applicano le giuste strategie riescono tranquillamente nei loro progetti, centrano gli obiettivi che si sono prefissati.

L’atteggiamento deve essere orientato dalla parte giusta. Diventare imprenditore o imprenditrice per poter sopravvivere è sbagliato, devi avere la passione per quello che fai, perché la strada sarà lunga e piena di ostacoli e solo amando il tuo lavoro puoi pensare di affrontare i problemi e risolverli.

Anche se pensi di arricchirti facendo l’imprenditore, parti col piede sbagliato, la ricchezza fine a se stessa, non porta risultati duraturi, il benessere è la conseguenza logica delle tue azioni, che devono andare nella giusta direzione.

Un imprenditore deve mettere le proprie capacità e risorse a favore della collettività per produrre posti di lavoro e benessere per gli altri: disoccupati e giovani senza lavoro.

Vedo però ancora migliaia di giovani disoccupati, che invece di mettersi in gioco, vivono alle spalle dei genitori, con la “scusa” che “tanto il lavoro non c’è”.

Occorre alzare il sedere e muoversi, c’è molto da fare per una società migliore, non aspettiamo che le cose ci piovano dal cielo o ci siano regalate. Azione!!

Questa crisi sta colpendo anche categorie di professionisti di un certo livello, notai ad esempio: crollo delle vendite/ acquisti / costruzioni immobiliari, diminuizione degli atti per costituzioni /cessioni di attività /società ecc.ecc. C’e’ da notare pero che molti per evitare la chiusura dell’attività si stanno associando, 2/3/4  riducendo, di fatto, le spese e… purtroppo anche il personale.

Se per un professionista, la riduzione di ore lavorate e meno incassi, crea problemi marginali, per i dipendenti che lavorano per loro, il problema è serio.

La maggior parte delle persone non si è ancora accorta che il lavoro dipendente “è morto”, continua a cercarlo, ma se non si decidono una volta per tutte a mettersi in gioco personalmente, non riusciranno più a lavorare e di conseguenza vivere.

Tu che ne pensi? Ti trovi in una condizione simile?

Non avere paura, di la tua, vedrai che qualche porta si aprirà.